Tre progetti alla 78esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia


Immagino che a tutti sia capitato di desiderare di vivere, anche se solo per qualche ora, un'esperienza fuori dal comune, dalla propria consuetudine. Venerdì 3 settembre ho avuto il piacere di prendere parte a un evento straordinario: il 78esimo festival del cinema di Venezia.

Di Angelica Zordan.

Quel giorno accompagnavo Matteo Pagliarusco a proporre diversi progetti cinematografici. La presentazione, dedicata ai cortometraggi proposti dagli artisti vicentini, si è svolta presso l'Hotel Excelsior al Lido di Venezia. 



Il regista Alessandro Rindolli
Alessandro Rindolli, filmmaker freelance che nel corso degli anni si è occupato di diversi progetti, dalla fase di scrittura alla regia, ha aperto la presentazione, raccontando la trama del cortometraggio “Desiderio imperfetto”, da lui scritto e diretto. Questo cortometraggio affronta diverse tematiche: il desiderio, come il titolo suggerisce, la crescita personale e la solitudine che scaturiscono da una relazione tra due uomini di generazioni differenti, incapaci di porre fine al loro legame interdetto. Gli attori protagonisti sono Thomas Pappacena nel ruolo di Giona, personaggio giovane e dinamico e William Moreschi nel ruolo di Adamo, uomo adulto. Il ruolo di Eva, protagonista femminile e moglie di Adamo, è stato interpretato da Jennifer Armani, mentre Caterina Formentelli e Alessia Bartolomucci hanno ricoperto due ruoli femminili importanti nella vita di Giona. La storia si svolge ai giorni nostri, pur conservando alcune importanti analogie con i temi e le figure della tradizione cattolica. Questa chiave di lettura conferisce alla complessa storia d’amore una sfumatura peculiare e, aggiungerei, eterna. Altro aspetto molto interessante di questo drammatico cortometraggio è l’utilizzo di inquadrature in formato quadrato (in rapporto 1:1), in linea con il senso di soffocamento emotivo percepito dai personaggi. In momenti di importante narrazione, invece, le riprese si espandono, rendendo giustizia all’ambientazione del corto: il panorama cittadino di Vicenza. 
Personalmente ho trovato questo cortometraggio in linea con l’attuale società e, contestualmente, senza tempo: caratterizzato da sentimenti, situazioni e metafore cicliche che da sempre e per sempre abiteranno l’essere umano. 


L'artista Gianna Rubini
In seguito è stato proposto un film documentario intitolato “Ho sentito dire che il Mondo non finirà con uno scoppio, ma con un piagnucolio”. Questo documentario mostra Gianna Rubini, artista e performer vicentina ora residente a Milano, mentre allestisce la scenografia per la sua performance “Ehi” a Torino, presso la mostra Pillows like Pillars, curata da Stefano Volpato. Il documentario si basa sulla ricerca realizzata, appunto, dalla stessa artista e suddivisa in due volumi, intitolati “Dati sensibili”. Questo progetto si è posto l'obiettivo di indagare l'interazione tra essere umano e intelligenza artificiale, dinamica che sta alla base dell'assistente virtuale SIRI. L'idea nasce da una forte curiosità e passione verso la relazione uomo-macchina. Tale dinamica viene indagata a partire dalla sua perfettibilità e innovazione tecnologica, per poi studiare la sua aderenza agli stereotipi e ai pensieri collettivi della società in cui si svolge. Nel libro è importante sottolineare che la grafica è stata pensata come espressione visiva inconscia, trascendente la comprensione diretta. Inoltre, il film documenta anche il ritorno di Gianna al Salotto, studio di artisti collocato a Vicenza, fondato anche dall'artista stessa. 


Il regista Matteo Pagliarusco (in piedi)
con Paolo Massaria (sinistra) e
Giulia Reine (destra)
Il secondo progetto presentato è intitolato “Pannocchia non ha più paura”, un cortometraggio animato diretto, montato e animato da Matteo Pagliarusco. Nella realizzazione di questo cartone animato hanno ricoperto un ruolo centrale i bambini della scuola dell’Infanzia “Amarillide” di Arzignano (VI), aiutati e supportati da tutte le insegnanti e dal personale scolastico della scuola. La voce narrante è stata prestata da Paolo Massaria, noto attore e doppiatore mentre nel lavoro di doppiaggio ha ricoperto un ruolo importante Giulia Reine, prestando la voce alla mamma di Pannocchia. La storia narra del coraggio che la burattina Pannocchia, la protagonista, ha avuto nell’affrontare la sua paura: il terribile inverno gelato che aveva colpito il suo piccolo paesino. Ciò, soprattutto in un periodo storico così incerto e spaventoso, rappresenta un insegnamento importante per i bambini. Inoltre, è stata data la possibilità ai bambini di creare e costruire i personaggi e la sceneggiatura, quindi di sfruttare la loro manualità e creatività: opportunità non scontata, vista l’epoca di digitalizzazione in cui stanno crescendo. In questo progetto si è voluto dare spazio alla fantasia e all'immaginazione dei bambini, permettendo loro di creare senza impedimenti e di sentirsi liberi: per questo motivo le prospettive e le proporzioni non sono state ridimensionate. Le animazioni sono state create al computer e in una saletta in cui è stato applicato un green-screen: anche in questa fase i bambini hanno ricoperto un ruolo centrale, muovendo i loro personaggi e dando loro la voce. 
Locandina cartone animato
"Pannocchia non ha più paura"


I bambini hanno anche avuto la costanza e la pazienza di ripetere più volte le battute e di imparare a memoria la sigla “Come il sole” di Riccardo Tronca, psicologo della scuola. Dunque, sono stati loro i reali protagonisti, i veri creatori di questo progetto cinematografico, atto anche a sviluppare nei bambini lo spirito di gruppo e di collaborazione. Realizzare questo cartone animato è stato per i bambini fonte d’orgoglio e di riscoperta di un mondo fantastico. Ritengo che l'invito a relazionarsi senza paura con il mondo esterno e a lasciare spazio all’empatia nei rapporti con gli altri sia un valore fondamentale da trasmettere ai nuovi esploratori del mondo. 

Terzo e ultimo cortometraggio a essere presentato è stato “Red”, tratto da una storia di Giorgio Recchia, attore protagonista, in compagnia degli attori Daniela delle Cave, Paolo Salvadeo Paolo Massaria. Red è un cortometraggio action-drama che richiama i film d'azione tipici degli anni ‘80, pur avvicinandosi ai tempi moderni. Il titolo del corto deriva dal nome del protagonista, un ex poliziotto rimasto solo dopo aver perso la moglie, tragicamente assassinata. Il suo passato tormentato e i suoi demoni riemergono quando un suo amico gli chiede aiuto: Red si ritrova a doversi sporcare le mani e a ripensare al suo passato. 

Giorgio Recchia in un fotogramma tratto dal corto "Red"

Per Red comincia, quindi, un viaggio interiore, in cui i ricordi affiorano, così come i suoi traumi. Dunque, è suo compito liberarsi dal passato, guarire le proprie cicatrici e ritrovare se stesso. Quest’avvincente cortometraggio d’azione gira attorno a svariati temi: il peso dei ricordi e dei traumi del passato, gli istinti e le passioni umane e la ricerca di sé. Suspance e movimento, poi, costituiscono elementi fondamentali in questo cortometraggio, girato e montato dai registi Giulia Reine e Matteo Pagliarusco. Red costituisce il giusto compromesso tra un action film e un thriller psicologico, con l'obiettivo di tenere il pubblico con il fiato sospeso.



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