Storia e foto panoramiche a 360' di Sagron Mis e del Campeggio di Altavilla

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Matteo Pagliarusco
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Sagron Mis (Sagrón in primierotto e Sagraun in tedesco) è un comune italiano di 175 abitanti della

provincia autonoma di Trento in Trentino-Alto Adige.

Fa parte del Primiero e si estende sull'alta valle del Mis, ed è l'unico comune trentino appartenente

al bacino idrografico del Piave.



Geografia

Sagron Mis è il comune più orientale della provincia di Trento. Il territorio si estende sul versante

sudoccidentale dell'alta valle del Mis, affluente di destra del Cordevole. È quindi l'unico comune

trentino ad appartenente al bacino idrografico del Piave, nonché quello più distante dal capoluogo

Trento (108 km) e più vicino a Belluno (49 km). Per quanto riguarda gli altri corsi d'acqua, oltre al

già citato Mis si ricorda il Pezzea, che scorre ad est segnando il confine con il Veneto.

Gli abitati sono dominati a nordest dai contrafforti meridionali delle Pale di San Martino

(sottogruppo della Croda Granda, con la cima d'Oltro, 2.397 m, le Rocchette, 2.309 m, e il monte

Feltraio 2.295 m), mentre a sud si innalza il Gruppo del Cimonega con il Piz di Sagron (2.486 m,

l'altitudine massima).

L'altitudine minima è di 730 m e si riscontra sul fondo della valle del Mis, presso il confine con

Gosaldo.



Storia

La storia dell'insediamento umano in questo comune ha origini recenti: sino al XVI secolo infatti il

territorio era completamente coperto da boschi, in seguito abbattuti dai carbonai.

Gli ampi pascoli ottenuti permisero la formazione di masi agricoli e di alcuni nuclei abitativi sparsi,

molti dei quali tutt'oggi presenti, sul finire del Cinquecento.

All'inizio del Seicento, fu costruita la prima chiesa nella frazione di Marcoi, a quei tempi, l'unica

assieme alla chiesa di Tiser nel fondovalle, nel Comune di Gosaldo (BL) .

Più tardi, alle tradizionali attività contadine si affiancarono quelle estrattive, grazie alle miniere di

oro, mercurio, solfuro e cinabro, tuttavia lo sviluppo della zona fu sempre ostacolato dall'isolamento

e dalle scomode vie di comunicazione.



Nell'Ottocento l'economia agricola depressa e l'esaurimento delle miniere costrinsero molti abitanti

ad abbandonare la loro terra per cercare lavoro altrove (soprattutto in Francia e nelle Americhe, da

qui il nome “California” assegnato ad una zona del paese). La principale attività esportata dagli

emigranti in Europa fu l'artigianato della sedia e i suoi lavoratori, in dialetto careghete, riuscivano a

comunicare tra loro attraverso un idioma di loro invenzione, conosciuto anche dai seggiolai di

Gosaldo: lo scabelament dei conza. Nel secondo dopoguerra l'emigrazione stagionale si indirizzò

verso i cantieri della Svizzera per la costruzione delle grandi opere.



Origine del nome

Sagron (da confrontare con la bellunese Gron, frazione di Sospirolo) potrebbe essere un composto

di sa ("su a") e (a)grón, derivato forse da acer, aceris "acero" o, in alternativa, da acer, acris

"aguzzo". Mis trae il nome dall'omonimo corso d'acqua, a sua volta di probabile origine prelatina.



Simboli

Lo stemma riporta alcuni simboli che rimandano alla storia e alla cultura del comune: in alto a

sinistra, la chiesetta è quella della Madonna di Caravaggio ai Marcoi, attorno alla quale si formò un

primo centro abitato; in alto a destra, la seggiola ricorda la tipica attività dei careghete; in basso i

due dischi alludono alle due frazioni principali, Sagron e Mis, unite in una medesima comunità;

l'alternarsi dei colori bianco-argento e verde ricorda le nevi invernali e la natura estiva.



Monumenti e luoghi d'interesse

  • Chiesa della Madonna di Loreto. È un edificio del 1630 e riedificato, dopo l'incendio del

1793, tra il 1795 e il 1807. Nel 1954 il campanile fu dotato di quattro campane realizzate

dalla fonderia Colbachini di Bassano del Grappa.

  • Chiesetta della Madonna di Caravaggio. Ai Marcoi, località a sud di Sagron, vi è la chiesetta

della Madonna di Caravaggio, primo edificio religioso del comune. L'attuale costruzione

risale al 1810.

  • In località Scudelina si trova un capitello votivo dedicato a Sant'Antonio da Padova (1856),

luogo di transito per i lavoratori delle vicine miniere.

  • Chiesa della Madonna delle Grazie, eretta nel 1901 a Mis.

Il comune ha inoltre parecchi casolari ed edifici di particolare interesse nei prati dell'alta valle del

Mis.


Aree Naturali

Il paese si trova in una conca isolata tra il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino e il Parco

Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Nel territorio comunale, per la frazione di Matiuz e vicino al Piz de Sagron, passa l'Alta via n. 2 che

da Bressanone conduce a Feltre.


Religione

Dal punto di vista ecclesiastico, il comune coincide con la parrocchia di Sagron, compresa nel

decanato del Primiero e con sede nella chiesa della Madonna di Loreto. L'edificio fu elevato a

parrocchiale il 15 aprile 1919 e in precedenza era una cappella dipendente dalla parrocchia di Fiera

di Primiero.




Geografia antropica

Mis (101 ab.) ospita l'ufficio postale. Ha una fisionomia poco compatta, articolandosi nei tre nuclei

di Sopra (1.140 m), di Mezzo (1.088 m) e di Sotto (1.039 m) distesi su una conca prativa in

prossimità della strada statale 347 del Passo Cereda e del Passo Duran.

Sagron (60 ab., 1.062 m) è invece più raccolta ed è arroccata su un colle alla destra del torrente Mis.

Vi si trovano la casa comunale e la parrocchiale.

Ai due centri principali si aggiungono altri minuscoli borghi: Matiuz (1.201 m), che domina Sagron

da ovest; Pante (1.025 m), che si trova invece a valle del capoluogo; Marcoi (941 m) localizzato

ancora più a est.

Mis (101 ab.) ospita l'ufficio postale. Ha una fisionomia poco compatta, articolandosi nei tre nuclei

di Sopra (1.140 m), di Mezzo (1.088 m) e di Sotto (1.039 m) distesi su una conca prativa in

prossimità della strada statale 347 del Passo Cereda e del Passo Duran.

Sagron (60 ab., 1.062 m) è invece più raccolta ed è arroccata su un colle alla destra del torrente Mis.

Vi si trovano la casa comunale e la parrocchiale.



Ai due centri principali si aggiungono altri minuscoli borghi: Matiuz (1.201 m), che domina Sagron

da ovest; Pante (1.025 m), che si trova invece a valle del capoluogo; Marcoi (941 m) localizzato

ancora più a est.


Chiesa della Madonna di Loreto

La chiesa della Madonna di Loreto è la parrocchiale di Sagron, frazione del comune sparso di

Sagron Mis in Trentino. Fa parte della zona pastorale della Valsugana e di Primiero nell'arcidiocesi

di Trento e risale al XVII secolo.

Il primo luogo di culto di Sagron venne edificato nel 1630 e nel 1737 quella chiesa ormai ampliata

venne elevata alla dignità di curazia, sussidiaria della pieve di Primiero, la chiesa di Santa Maria

Assunta. Poco dopo la metà del XVIII secolo la chiesa venne riedificata. Attorno al 1793 fu

devastata da un incendio e quindi fu nuovamente ricostruita entro il primo decennio del XX secolo.

Venne elevata a dignità di chiesa parrocchiale il 15 aprile 1919.

Durante il primo dopoguerra venne arricchita dalle decorazioni murali di Agostino Aldi e nel 1954

venne innalzata la torre campanaria. Il lavoro di adeguamento liturgico venne realizzato negli anni

sessanta ponendo al centro del presbiterio la mensa rivolta al popolo. La custodia eucaristica è stata

mantenuta nel suo tabernacolo originale nell'altare maggiore storico. Il fonte battesimale è stato

spostato in avanti a destra dell'arco santo. Gli ultimi interventi di restauro conservativo sono stati

realizzati nel 1983.



La valle di Primiero

La Valle di Primiero (più di frequente detta semplicemente Primiero, Primier in dialetto primierotto,

Primör in tedesco) è una valle Dolomitica situata nel Trentino orientale, al confine con il Veneto. È

costituita da tre comuni: Primiero San Martino di Castrozza, Imèr, Mezzano, che formano, insieme

ai comuni adiacenti di Canal San Bovo e di Sagron Mis, la comunità di valle di Primiero (C2), che

si estende per 413 km2 e conta 9 830 abitanti. Il Primiero propriamente detto, cioè quello che si

identifica con l'alta valle del torrente Cismon, è abitato invece da circa 8.150 persone.

Fa parte della valle l'importante stazione turistica di San Martino di Castrozza (m 1.444 s.l.m.)

situato a circa quattordici chilometri da Fiera di Primiero, lungo la strada S.S. 50 in direzione del

passo Rolle (m 1984 s.l.m.).



Leggenda della valle

Secondo la leggenda la conca del Primiero era originariamente ricoperta da un'enorme distesa

d'acqua, circondata tutt'attorno dalle Pale di San Martino e dalle Vette Feltrine. Nel vasto lago

alpino vivevano serenamente i pesci e una lontra solitaria. Finché un giorno la lontra, stanca della

sua solitudine, riuscì con pazienza e determinazione a scavarsi un varco a valle della conca: le

acque uscirono tempestose e si formò la gola dello Schenèr.

Il nobile gesto, che permise all'uomo di stabilirsi in valle, valse alla lontra l'onore di essere scelta

come simbolo del comprensorio e campeggiare negli stemmi dei comuni della vallata.




Valle del Mis

La valle del Mis o canale del Mis è una vallata dolomitica della provincia di Belluno, la quale

collega Sospirolo, in Valbelluna, a Sagron Mis in provincia di Trento. Rappresenta una delle

principali vie di accesso al Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

La valle è segnata dal corso del torrente Mis che si muove tra il gruppo del Pizzocco, sulla destra

orografica, e i Monti del Sole, alla sinistra. La prima metà è in gran parte occupata dal lago del Mis,

bacino artificiale la cui diga si trova proprio all'imbocco della vallata.



Fino a un tempo relativamente recente, la valle del Mis era punteggiata da numerosi insediamenti

rurali abitati stabilmente, distribuiti nel fondovalle o lungo i pendii più assolati. La costruzione della

diga con la conseguente formazione del lago artificiale (1957-1962) ha finito per sommergere gli

abitati più "bassi" e gli spazi coltivabili, nonché la vecchia strada che si snodava lungo il

fondovalle. Ad accelerare l'abbandono della valle ha contribuito l'alluvione del 1966 sicché dal

1972 risulta completamente disabitata.


Nella valle restano ancora alcuni borghi disabitati.


Gena

Suddivisa nelle tre borgate di Gena Alta, Media e Bassa, disposte tra i 400 e gli 800 m di altitudine,

si trova in comune di Sospirolo. Gli abitati toccavano un tempo i 300 abitanti ma, per l'alluvione del

'66 e l'emigrazione, oggi risultano completamente disabitati. Gena Bassa è inoltre quasi scomparsa

nel 1962 per la formazione del lago artificiale del Mis; venne solo ricostruita la chiesa di San

Remedio. Durante la seconda guerra mondiale, Gena Alta fu colpita da un violento rastrellamento

nazista, che vide l'uccisione di sei giovani e l'incendio del paese.


La Stua

Villaggio localizzato lungo la strada del canale, compreso nel comune di Gosaldo. Fondato con fini

meramente abitativi, si è poi evoluto in luogo di transito, caratterizzandosi per la presenza di un'ex

osteria e di un vecchio opificio comprendente una segheria, un mulino e un'officina meccanica e da

fabbro.


California

Lo stesso argomento in dettaglio più avanti: California (Gosaldo).

Paese sorto nel XIX secolo con lo sfruttamento delle miniere di mercurio di Vallalta, che all'epoca

erano le seste al mondo in termini di produzione. Nel 1962 le miniere di Vallalta furono chiuse, ma

l'economia fu sostenuta dal turismo. La fine del paese fu decretata dall'alluvione del 1966: ora è

visibile solo qualche rudere nascosto dalla vegetazione.



California (Gosaldo)

California era una frazione (672 m s.l.m.) del comune di Gosaldo, in provincia di Belluno,

totalmente distrutta dall'alluvione del 4 novembre 1966.

California sorse a metà Ottocento attorno ad una semplice osteria, chiamata Alla California con

richiamo all'omonimo stato americano e alla corsa all'oro: da questo periodo, infatti, la zona, un

tempo selvaggia e inospitale, cominciò ad essere frequentata per l'apertura di una miniera di

mercurio. In seguito all'esaurimento delle risorse minerarie, anche questo paese conobbe il

fenomeno migratorio verso l'estero ma, specialmente dal secondo dopoguerra, riuscì a risollevare la

propria economia, grazie al turismo che la rese un luogo abbastanza frequentato. L'osteria si evolse

in un albergo-ristorante, che rese questo luogo la meta ideale per chi cercava una vacanza tranquilla

immersa nel verde. Sin dal 1921 California era efficacemente collegata tramite gli autobus di linea

alle vicine Tiser e Don e alla Valbelluna, alla quale si accede tuttora tramite lo stretto e tortuoso

Canale del Mis (la carrozzabile è del 1938).

In questo periodo, il paese aveva raggiunto le 150 anime. A conferma di ciò, nel 1960 la chiesa

divenne parrocchiale.


Tutto si fermò la notte del 4 novembre 1966. Il diluvio dei giorni precedenti fece aumentare a

dismisura la portata d'acqua del torrente Mis e del Gosalda, che si univano proprio in

corrispondenza dell'abitato. La piena travolse tutto ciò che incontrò sul suo percorso, spazzando via

completamente California e provocando gravissimi danni lungo tutta la Valle del Mis, compresa la 

distruzione, in più punti, della strada, ricostruita molti anni più tardi.


Gli abitanti si misero in salvo nelle frazioni più alte del comune. Più tardi il comune di Gosaldo

offrì ai pochi rimasti (moltissimi dovettero stabilirsi altrove) alcuni terreni a Villa Sant'Andrea

(località posta poco sopra Don), in quanto l'alluvione aveva segnato così profondamente la vallata,

che fu impossibile il recupero dell'insediamento originale.


Oggi rimangono solo i ruderi delle case, che sorgono in mezzo al bosco ormai cresciuto tutto

intorno. Una passerella, rimessa a nuovo da poco, permette di attraversare il fiume per raggiungere i

pochi resti rimasti. In quanto città fantasma, California è talvolta meta di escursionisti in visita al

Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che si estende anche in questa zona.


Panoramica 360' del Campeggio di Altavilla


Paglia

05-07-22

Campeggio di Altavilla Vicentina

Sagron Mis

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