Il 29 Maggio 2026 sono entrato in un salotto televisivo che conosco bene, anche se dall'altra parte dello schermo: quello di Mosaico, il programma di TVA condotto da Giorgio Hullweck. La puntata era interamente dedicata al mio paese, Altavilla Vicentina, e portava un titolo che mi piace molto perché rende bene lo spirito con cui l'abbiamo costruita: «4 Passi ad Altavilla Vicentina». Non un servizio mordi e fuggi, ma proprio una passeggiata — fatta di fermate, curiosità, storie che normalmente restano nei cassetti degli archivi parrocchiali o nella memoria di chi il paese lo vive da una vita.
Tre ruoli, una sola passione
Per questa puntata ho indossato più cappelli, ma in fondo sono tutti la stessa passione vista da angolazioni diverse. Ho fornito alcune riprese che avevo già in archivio, ho scritto io stesso la storia del paese che avrebbe fatto da traccia alla puntata, e poi mi sono seduto davanti alla telecamera per raccontarla di persona, accompagnando Giorgio e chi era a casa attraverso i punti che per me raccontano davvero cos'è Altavilla. In un certo senso è stato un riassunto naturale di quello che faccio da anni: la ricerca storica che confluisce nella scrittura, e la scrittura che diventa racconto davanti a un obiettivo.
Le storie che meritano di essere dette ad alta voce
Altavilla è un paese piccolo, ma chi lo va a scavare un po' — negli archivi, nei documenti parrocchiali, nei racconti di chi c'era — scopre che di storie ce ne sono molte più di quante ci si aspetterebbe. Una di quelle che amo raccontare di più, per esempio, è quella di Ernesto Monico, aviatore nato proprio qui ad Altavilla e morto il 2 settembre 1936 nella guerra civile spagnola: una vita che ha attraversato il cielo e la storia d'Europa partendo da un paese che oggi in pochi assocerebbero a un destino così. Sono proprio storie come questa, insieme a tante altre meno note, il motivo per cui negli ultimi anni ho dedicato così tanto tempo alla ricerca sul territorio — un lavoro che in quelle settimane stava prendendo forma anche altrove, con i pannelli informativi che abbiamo inaugurato in paese proprio in quel periodo, corredati di QR code per chi vuole approfondire.
Perché lo faccio
Mi viene spesso chiesto perché dedichi tanto tempo alla storia di un paese di poche migliaia di abitanti, quando potrei raccontare cose "più grandi". La risposta che do sempre è la stessa: le storie grandi nascono quasi sempre da posti piccoli, e se nessuno si prende la briga di andarle a cercare finiscono per scomparire con le persone che le custodiscono. Essere invitato a Mosaico, con la possibilità di raccontare Altavilla non come sfondo ma come protagonista, è stato per me un modo per restituire un po' di quel lavoro di ricerca a chi quel paese lo abita — e per far sapere anche a chi non lo conosce che dietro quattro passi tranquilli ci può essere molto più di quello che sembra.


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