C'è voluto qualche mese di lavoro, molti bollettini ingialliti, tantissime fotografie da restaurare e troppi fogli che si sbriciolavano tra le dita per scoprire che la storia della sagra di Altavilla Vicentina non era la storia di una festa, ma quella di una famiglia. Una famiglia di più di trecento anni, fatta di migliaia di persone che non si sono mai conosciute tra loro, eppure hanno fatto tutte, ostinatamente, la stessa cosa: ritrovarsi ogni luglio.
La cosa più bella, forse, è stata proprio questa: capire che una festa di paese non appartiene solo a chi la organizza oggi, ma a tutti quelli che l'hanno tenuta viva prima e a tutti quelli che verranno dopo. Chi era in sala quella sera ne è diventato, in un certo senso, parte: la prova vivente che questa storia non è ancora finita.
Un grazie va a chi ha aperto cassetti, album e ricordi per rendere possibile questo lavoro, e a chi da anni custodisce la memoria di Altavilla Vicentina meglio di chiunque altro.






